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Il Commercio Equo e Solidale

dignitoso per chi consuma, dignitoso per chi produce

 

Il Commercio Equo e Solidale è un approccio alternativo al commercio tradizionale: obiettivo è promuovere giustizia sociale ed economica e sviluppo sostenibile attraverso il commercio, la formazione, la cultura, l'azione politica.

 

Il Comes vuole riequilibrare i rapporti con i Paesi economicamente meno sviluppati, migliorando l'accesso al mercato e le condizioni di vita dei produttori svantaggiati. Garantisce, infatti, ai produttori un giusto compenso e condizioni di lavoro dignitose. Elimina le intermediazioni speculative e sostiene, con il prefinanziamento, progetti di autosviluppo. Il Commercio Equo e Solidale propone una nuova visione dell'economia e del mondo, attenta agli interessi di tutti. E' uno strumento a disposizione di ognuno di noi per difendere e promuovere i diritti economici e sociali, cambiando i perversi meccanismi di un modello economico che antepone il profitto ai diritti fondamentali degli esseri umani. Il Commercio Equo e Solidale è un movimento che vanta oltre 40 anni di attività a sostegno di contadini e artigiani del Sud del mondo. Si tratta oggi di un' alternativa concreta e sostenibile alle iniquità del commercio internazionale, che nelle idee dei pionieri iniziò con piccole azioni di solidarietà per dimostrare la possibilità effettiva di una sintesi tra concretezza e idealismo. Lavorare nel Commercio Equo e Solidale, o sostenerlo come consumatori consapevoli o come volontari, significa credere che un mondo diverso è possibile nella misura in cui accettiamo le nostre piccole grandi responsabilità quotidiane di cittadini inevitabilmente inseriti nei meccanismi economici della società globale.

 

 per saperne di più:

 carta dei criteri del commercio equo e solidale(pdf)

 

 

I PRODUTTORI

Nei paesi del Sud del mondo, milioni di contadini e artigiani si scontrano con un problema cruciale: l’accesso al mercato. Il Commercio Equo e Solidale, nato per dare uno sbocco a realtà marginalizzate dall’economia internazionale, sostiene gruppi di produttori organizzati in forme diverse, ma accomunati dalla tensione al rispetto dei criteri di questa forma di commercio “altra”.

I produttori coinvolti nel circuito del Commercio Equo e Solidale sono agricoltori o artigiani dell'Asia, dell'Africa e dell'America Latina organizzati in gruppi formali (associazioni, cooperative, società, ecc.) o informali (comunità di villaggio, famiglie, ecc.) per la produzione e la commercializzazione di artigianato ed alimentari.
I produttori condividono gli obiettivi del Commercio Equo e Solidale e rispettano i criteri elencati nel capitolo 3 della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale.

In particolare, i produttori devono:


1. Perseguire logiche di autosviluppo e di autonomia delle popolazioni locali.
2. Evitare una dipendenza economica verso l’esportazione, a scapito della produzione per il mercato locale.
3. Evitare di esportare prodotti alimentari e materie prime scarseggianti o di manufatti con queste ottenuti.
4. Favorire l’uso di materie prime locali.
5. Garantire la qualità del prodotto.

Qualora i produttori non siano in grado di esportare direttamente possono servirsi di organizzazioni di esportazione, organizzazioni di raccordo, che acquistano principalmente da gruppi di produttori con le caratteristiche appena descritte, vendendo prevalentemente ad organizzazioni di Commercio Equo e Solidale, secondo quanto stabilito nella Carta Italiana dei Criteri.